sabato 11 ottobre 2014
Genova ancora sott'acqua. Perché e cosa si può fare?
Da un lato ci sono elementi costanti che determinano le alluvioni, come il posizionamento particolare della città col mare a sud e le montagne a nord, o addirittura peggiorati negli anni (cementificazione e canalizzazione dei corsi d'acqua), e dall'altro alcuni elementi a livello sinottico possono essere differenti. Tuttavia, quasi sempre in questi casi le correnti in quota sono da sud-ovest e i venti a terra meridionali. Non è un caso anche che queste situazioni si verifichino quasi sempre a fine estate o in autunno, nel periodo dove il mare è più caldo e può fornire maggiore energia a questi eventi.
La difficoltà di previsione in questi casi risiede nel fatto che questi nubifragi non sono collegati a vere e proprie perturbazioni organizzate o a fronti ben individuabili con molti giorni di anticipo. Le carte principali infatti possono darci solo alcuni indizi perché hanno una "maglia di risoluzione" bassa per prevedere questi fenomeni molto intensi, ma anche molto localizzati. Le carte più utili in questi casi sono quelle con risoluzione spaziale più alta (chiamate LAM), le quali possono dare indizi più precisi (avendo queste caratteristiche, però, sono disponibili solo per previsioni a pochi giorni di distanza, 2-3 massimo). Non mi dilungo sui differenti modelli matematici, molti siti danno esaurienti informazioni, come ad esempio questo sito.
Ma allora come si potrebbe fare per allertare la popolazione? Dal mio punto di vista bisognerebbe trattare questi fenomeni come si trattano le allerte per i tornado negli USA. Anche in quel caso nei giorni precedenti non si sa bene dove essi si formeranno e dove impatteranno. Si individuano solo le aree a maggior rischio e si comincia a seguirne attentamente la situazione. Sarà poi il nowcasting, cioè il seguire la situazione in tempo reale, a far scattare l'allerta vera e propria.
Anche in Italia bisognerebbe che un ente unico facesse questo (ad esempio l'ARPA regionale) e avesse il potere di emettere un segnale d'allarme alla popolazione (in USA interrompono le trasmissioni in tv per esempio), senza che questo debba essere percepito da altri enti (sindaco, comuni ecc.). Facendo in questo modo si risolverebbero i problemi di responsabilità (un ente unico, risponde solo lui della mancata allerta), oltre che essere un modo più efficiente e veloce per informare l'intera popolazione.
mercoledì 20 agosto 2014
La persistente circolazione atlantica e l'influenza sull'estate 2014
Senza un'analisi della configurazione meteorologica si potrebbe pensare che non ci sia nessuna correlazione tra l'estate, fresca e umida che stiamo vivendo, e l'inverno passato, caldo e per niente nevoso in molte parti della Pianura Padana. Come potrebbe essere che anomalie di caldo e di freddo vedano protagonisti uno stesso soggetto?
In realtà esiste una correlazione tra questi eventi, e l'attore protagonista di questo film è l'Atlantico! (o meglio le masse d'aria che da esso giungono in Europa, specie quella centro-occidentale).
Entrando più nel dettaglio, i protagonisti che determinano il tempo nell'area mediterranea (e non solo) sono in inverno:
- l'anticiclone di origine russa-siberiana che apporta masse di aria molto fredde dalle pianure dell'est Europa. Generalmente le masse di aria fredda, in contrasto con le acque calde del Mediterraneo, generano precipitazioni nevose nel centro e sud dell'Italia, mentre nel nord Italia il tempo è secco ma molto freddo.
- Bassa pressione nord-atlantica: determina un tempo umido e generalmente mite, anche se può essere nevoso al nord, specie se precedentemente vi era l'azione dell'anticiclone russo.
- Anticlone delle Azzorre: pur essendo presente specialmente in estate, può comparire anche nel periodo invernale. Esso porta giornate soleggiate e miti, soprattutto in collina e montagna; mentre in pianura sono frequenti le nebbie.
- l'anticiclone delle azzorre: tipica figura estiva nel Mediterraneo (almeno fino a una decina di anni fa). Caratterizza l'estate mediterranea: stabile e non eccessivamente calda.
- L'anticiclone africano: sempre più presente nelle estati mediterranee, determina caldo intenso su tutta l'area che esso ricopre e, se persistente, può portare a picchi di caldo e umidità eccezionali.
- Bassa pressione atlantica. generalmente essa influenza il centro e soprattutto in nord Europa; saltuariamente il nord Italia, dove invece è decisamente predominante nei mesi autunnali e primaverili. Il tempo è caratterizzato dalla variabilità e instabilità con frequenti piogge e temperature decisamente miti.
Questa situazione si protrae (con pochi e brevi periodi di intervallo) da questo inverno (vedere figure sotto).
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| Configurazione di Gennaio 2014. Le correnti predominanti sono di origine atlantica, apportando sull'Europa tempo piovoso e temperature superiori alla norma. |
Gli effetti sul tempo sono quindi quelli che ho descritto in precedenza. In generale, si può affermare che il tempo di origine atlantica mitiga il clima sia in inverno (le giornate non saranno mai troppo fredde), che in estate (le temperature non saranno mai molto elevate). In entrambe le situazioni la pioggia e l'umidità sarà elevata.
Ma perché tutto questo? e quando finirà? Difficile dare una risposta. Generalmente in climatolgia si assiste di frequente a periodi in cui i protagonisti meteorologici (descritti prima) persistono per periodi più o meno lunghi. Tuttavia, è probabile che l'inverno prossimo le correnti atlantiche, dopo molti mesi, lascino spazio a qualche altro protagonista...
mercoledì 26 marzo 2014
Inverno 2013-14: caldo quasi ovunque, piovoso nel nord Italia, Spagna e Francia.
Precipitazioni abbondanti su tutto il nord Italia e particolarmente sull'arco alpino (dove sono state registrate nevicate abbondanti). Valori superiori alla norma anche in Francia, Spagna e Inghilterra meridionale. Secco sul centro-est Europa, in particolare Baviera, Austria, Repubblica Ceca e complessivamente quasi tutta l'area balcanica.
sabato 28 settembre 2013
Come è andata l'estate 2013?
Per le precipitazioni solo il Sud Italia ha avuto qualche giorno di pioggia di troppo. Il resto d'Italia ha visto un'estate abbastanza secca, specie il Nord-Ovest con picchi negativi del meno 50%!
Ma allora da dove deriva questa convinzione che l'estate non abbia fatto fino in fondo il suo dovere? Probabilmente bisognerebbe interrogarsi su quanto il global change influenzi non solo gli aspetti più strettamente ecologici, ma anche quelli sociali e cognitivi. L'uomo, per sua natura, tende rapidamente ad adattarsi ai cambiamenti in atto ed è uno dei fattori che ha avuto maggior importanza nell'evoluzione della specie umana. Per questo motivo è verosimile pensare che l'uomo si sia già adattato ad un nuovo tipo più caldo di clima. Purtroppo questo aspetto non può essere considerato positivo perché per affrontare un problema bisogna per lo meno essere convinti che ci sia...
domenica 10 aprile 2011
Stracciati record di caldo nel mese di aprile 2011
La prima decade di aprile presenta un valore di temperatura medio nelle massime di 16°C circa, mentre le massime registrate ieri sono state superiori ai 30°C. Ferrara ha registrato una temperatura massima ufficiale di 31°C, addirittura lievemente superiore alla media di temperature che si registrano in luglio, pari a 29°C circa!
Ecco i nuovi records registrati il 9 aprile in Italia, con accanto i precedenti records (notare che alcuni record si erano registrati nella giornata precedente, 8 aprile 2011):
MILANO LINATE (16080)..........: 32.4º preced. 29.7° del 2007
TREVISO ISTRANA (16098)........: 32.0º preced. 29.8° del 2000
MILANO MALPENSA (16066)........: 31.9º preced. 30.8° 8/4/2011
BERGAMO ORIO AL SERIO (16076)..: 31.9° preced. 28.2 del 2007
RAVENNA PUNTA MARINA (16146)...: 31.8º preced. 27.9° del 1962
BOLZANO (16020)................: 31.8º preced. 30.9° 8/4/2011
VERONA VILLAFRANCA (16090).....: 31.8º preced. 29.0° 8/4/2011
FORLI’ (16147).................: 31.0º preced. 27.8 8/4/2011
FERRARA (16138)................: 31.0º preced. 29.8° del 2007
TORINO CASELLE (16059).........: 31.0º preced. 29.8° 8/4/2011
BOLOGNA BORGO PANIGALE (16140).: 30.6° preced. 29.0° del 2000
BRESCIA GHEDI (16088)..........: 30.6º preced. 28.7° del 2007
CERVIA (16148).................: 30.0º preced. 28.2° del 2000
MONDOVI’ (16114)...............: 30.0° preced. 28.6° di ieri 8/4/2011
TREVISO SANT’ANGELO (16099)....: 29.8° preced. 29.3° del 2000*
RIMINI MIRAMARE(16149).........: 29.8º preced. 27.6 del 1968
PIACENZA SAN DAMIANO (16084)...: 29.4º preced. 28.2° 8/4/2011
FRONTONE (16179)...............: 27.0º preced. 26.9° del 2003
TORINO BRIC DELLA CROCE (16061): 26.2º preced. 25.2° 8/4/2011
venerdì 1 aprile 2011
Inverno 2010/2011 sulla falsariga dello scorso inverno
Il freddo si è fatto sentire anche nell'Europa occidentale, anche se limitato, prevalentemente, al mese di dicembre. Gennaio e febbraio, invertendo la tendenza, hanno registrato temperature nella norma (Gran Bretagna) o superiori (Francia e Spagna) permettendo di chiudere il periodo invernale sostanzialmente nella norma.
Il bacino mediterraneo ha registrato temperature nella norma nella sua parte settentrionale, lievemente sopra nella parte meridionale, specie quella orientale.
La vera novità, rispetto allo scorso anno, è la diminuzione consistente delle precipitazioni nell'area mediterranea (immagine 2). Mentre nell'anno passato ci furono precipitazioni di gran lunga sopra alla norma, quest'anno le precipitazioni sono risultate nel Mediterraneo sotto le attese per il periodo, specie nella Spagna orientale e nel centro-sud Italia, oltre che in Austria e nei paesi dell'ex Jugoslavia.
Questo suona come un campanello d'allarme per i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, specie nella parte meridionale: infatti se la primavera non apporterà sufficienti precipitazioni, nella stagione estiva si potrebbe presentare il rischio della siccità.

giovedì 31 marzo 2011
Obiettività o pregiudizio?
Pervenire ad un futuro sostenibile richiede diverse modifiche al nostro modo di incidere sulla terra. Alcuni problemi si riveleranno meno gravi, e altri più gravi, di quanto crediamo oggi. Non vi è dubbio che certi aspetti siano ancora da scoprire e che gli argomenti a cui andremo incontro continueranno a suscitare forti emozioni tra la popolazione, con l'accentuazione o nascita di nuovi schieramenti a volte contrapposti tra di loro.
Talvolta i sostenitori dei due schieramenti si lasciano trascinare e tentano di persuadere e influenzare gli interlocutori ricorrendo a pregiudizi invece che dati di fatto. Il pensiero critico richiederebbe invece che le conclusioni si basino sull'evidenza oggettiva di dati oggettivi: i pregiudizi e le inclinazioni personali pro o contro una data conclusione sono un serio ostacolo al pensiero critico.
Riuscire ad individuare un pregiudizio permette ad una persona di stabilire se un'affermazione viene presentata in modo obiettivo. Un indizio sulla reale obiettività di un'affermazione risiede nel linguaggio scelto dal soggetto: molte parole presentano connotazioni positive o negative che rispecchiano emozione anziché obiettività. Un altro indizio lo si può cercare sulle tecniche visive di come un argomento viene rappresentato (un'immagine “forte” resta impressa meglio nella mente).
Esempi:
Autore A: nonostante l'isterismo di qualche pseudoscienziato, non vi è ragione di credere al riscaldamento globale.
L'autore in questo caso mira a convincere utilizzando un linguaggio che mette in ridicolo la posizione di chi considera il riscaldamento globale una minaccia reale. Potrebbe mai venire preso sul serio uno pseudoscienziato tanto più se dimostra isterismo? Questo lessico dalla forte carica emotiva mina la credibilità della posizione contraria, giacchè implica che solo gli sciocchi credono all'idea del riscaldamento globale.
Autore B: Con il crollo del marxismo, l'ambientalismo è divenuto il nuovo rifugio del pensiero socialista. L'ambiente rappresenta un'ottima via per sostenere un'azione politica che favorisce l'accentramento dei poteri e l'invadenza del governo. Quale modo migliore per limitare il diritto alla proprietà di qualcuno che subordinarne il diritto alla proprietà privata ai problemi ambientali?
Questo autore tenta di sminuire i problemi ambientali non con i fatti, ma collegandoli ad un'ideologia politica. Marxismo e socialismo sono espressioni altamente negative per il pubblico a cui è rivolto l'articolo. L'autore mira ad influenzare l'opinione dei lettori sottintendendo che la preoccupazione per l'ambiente equivale ad accettare una fede politica odiosa.
Ma se i pregiudizi personali sono facili da scrivere su un giornale o una rivista, è ancora più facile associare immagini “forti”, che nulla hanno a che fare con la realtà, in modo da orientare e in qualche caso spaventare il destinatario.
Guardate queste immagini in basso come rappresentano un organismo vegetale modificato geneticamente. Sono immagini senz'altro forti, che colpiscono immediatamente chi le guarda, sviandolo dal ragionamento critico. Giocando sull'emotività delle immagini si riesce a trasmettere il concetto ideologico che l'autore vuole dare, ma non quello scientifico, oggettivo.
Tutti hanno pregiudizi. Sono parte della nostra struttura concettuale, che, a sua volta è radicata nel nostro tessuto di conoscenze, esperienze passate, interessi acquisiti. Sta a noi valutare se un argomento è trattato in modo critico oppure no.
(Per scrivere questo post, ho preso spunto dal libro "fondamenti di ecologia" degli autori Cunningham W.P., Cunningham M.A., Saigo B.V., pag 350.)









