sabato 28 settembre 2013

Come è andata l'estate 2013?

Molte persone ritengono che l'estate 2013 sia stata una "mezza" estate. Temporali frequenti, specie in montagna, e il bisogno delle maniche lunghe in qualche serata, hanno fatto spazientire i vacanzieri e alcuni di essi si lamenta ancora per una estate che secondo loro non ha mai ingranato la quarta. Ma sarà veramente così? Dai dati a disposizione non sembra proprio! Le temperature medie di questa estate (giugno-agosto)sono state nella media o sopra di 1°C, specie nel Nord Italia. In generale tutta l'Europa ha avuto temperature sopra la norma di 1°C.
Per le precipitazioni solo il Sud Italia ha avuto qualche giorno di pioggia di troppo. Il resto d'Italia ha visto un'estate abbastanza secca, specie il Nord-Ovest con picchi negativi del meno 50%!
Ma allora da dove deriva questa convinzione che l'estate non abbia fatto fino in fondo il suo dovere? Probabilmente bisognerebbe interrogarsi su quanto il global change influenzi non solo gli aspetti più strettamente ecologici, ma anche quelli sociali e cognitivi. L'uomo, per sua natura, tende rapidamente ad adattarsi ai cambiamenti in atto ed è uno dei fattori che ha avuto maggior importanza nell'evoluzione della specie umana. Per questo motivo è verosimile pensare che l'uomo si sia già adattato ad un nuovo tipo più caldo di clima. Purtroppo questo aspetto non può essere considerato positivo perché per affrontare un problema bisogna per lo meno essere convinti che ci sia...

domenica 10 aprile 2011

Stracciati record di caldo nel mese di aprile 2011

Il giorno 9 aprile 2011 sarà ufficialmente ricordato come una giornata assolutamente eccezionale per quanto riguarda le temperature massime in tutta la pianura padana e non solo. Sono stati superati, in qualche caso ampiamente, i record di caldo di questo mese da quando si effettuano registrazioni regolari delle temperature, con valori in linea al mese di luglio!
La prima decade di aprile presenta un valore di temperatura medio nelle massime di 16°C circa, mentre le massime registrate ieri sono state superiori ai 30°C. Ferrara ha registrato una temperatura massima ufficiale di 31°C, addirittura lievemente superiore alla media di temperature che si registrano in luglio, pari a 29°C circa!

Ecco i nuovi records registrati il 9 aprile in Italia, con accanto i precedenti records (notare che alcuni record si erano registrati nella giornata precedente, 8 aprile 2011):

MILANO LINATE (16080)..........: 32.4º preced. 29.7° del 2007
TREVISO ISTRANA (16098)........: 32.0º preced. 29.8° del 2000

MILANO MALPENSA (16066)........: 31.9º preced. 30.8° 8/4/2011
BERGAMO ORIO AL SERIO (16076)..: 31.9° preced. 28.2 del 2007
RAVENNA PUNTA MARINA (16146)...: 31.8º preced. 27.9° del 1962
BOLZANO (16020)................: 31.8º preced. 30.9° 8/4/2011
VERONA VILLAFRANCA (16090).....: 31.8º preced. 29.0° 8/4/2011
FORLI’ (16147).................: 31.0º preced. 27.8 8/4/2011
FERRARA (16138)................: 31.0º preced. 29.8° del 2007
TORINO CASELLE (16059).........: 31.0º preced. 29.8° 8/4/2011

BOLOGNA BORGO PANIGALE (16140).: 30.6° preced. 29.0° del 2000
BRESCIA GHEDI (16088)..........: 30.6º preced. 28.7° del 2007
CERVIA (16148).................: 30.0º preced. 28.2° del 2000
MONDOVI’ (16114)...............: 30.0° preced. 28.6° di ieri 8/4/2011

TREVISO SANT’ANGELO (16099)....: 29.8° preced. 29.3° del 2000*
RIMINI MIRAMARE(16149).........: 29.8º preced. 27.6 del 1968
PIACENZA SAN DAMIANO (16084)...: 29.4º preced. 28.2° 8/4/2011

FRONTONE (16179)...............: 27.0º preced. 26.9° del 2003

TORINO BRIC DELLA CROCE (16061): 26.2º preced. 25.2° 8/4/2011

La cartina sotto rappresenta bene il grado di anomalia registrata in Europa. Questa anomalia è stata dovuta ad una massiccia risalita di aria calda di origine sahariana nel continente europeo centro-occidentale. Inoltre, nella pianura padana particolari condizioni atmosferiche (Föhn) hanno permesso di raggiungere valori record.


venerdì 1 aprile 2011

Inverno 2010/2011 sulla falsariga dello scorso inverno

Le statistiche sulla temperatura media fornite dal NOAA sull'inverno 2010/11 (immagine 1) sono molto simili a quelle dello scorso inverno. Il freddo ha attanagliato l'Europa settentrionale, specie la parte orientale, la più suscettibile in questi ultimi decenni di temperature sopra la media.
Il freddo si è fatto sentire anche nell'Europa occidentale, anche se limitato, prevalentemente, al mese di dicembre. Gennaio e febbraio, invertendo la tendenza, hanno registrato temperature nella norma (Gran Bretagna) o superiori (Francia e Spagna) permettendo di chiudere il periodo invernale sostanzialmente nella norma.
Il bacino mediterraneo ha registrato temperature nella norma nella sua parte settentrionale, lievemente sopra nella parte meridionale, specie quella orientale.
La vera novità, rispetto allo scorso anno, è la diminuzione consistente delle precipitazioni nell'area mediterranea (immagine 2). Mentre nell'anno passato ci furono precipitazioni di gran lunga sopra alla norma, quest'anno le precipitazioni sono risultate nel Mediterraneo sotto le attese per il periodo, specie nella Spagna orientale e nel centro-sud Italia, oltre che in Austria e nei paesi dell'ex Jugoslavia.
Questo suona come un campanello d'allarme per i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, specie nella parte meridionale: infatti se la primavera non apporterà sufficienti precipitazioni, nella stagione estiva si potrebbe presentare il rischio della siccità.






giovedì 31 marzo 2011

Obiettività o pregiudizio?

Pervenire ad un futuro sostenibile richiede diverse modifiche al nostro modo di incidere sulla terra. Alcuni problemi si riveleranno meno gravi, e altri più gravi, di quanto crediamo oggi. Non vi è dubbio che certi aspetti siano ancora da scoprire e che gli argomenti a cui andremo incontro continueranno a suscitare forti emozioni tra la popolazione, con l'accentuazione o nascita di nuovi schieramenti a volte contrapposti tra di loro.

Talvolta i sostenitori dei due schieramenti si lasciano trascinare e tentano di persuadere e influenzare gli interlocutori ricorrendo a pregiudizi invece che dati di fatto. Il pensiero critico richiederebbe invece che le conclusioni si basino sull'evidenza oggettiva di dati oggettivi: i pregiudizi e le inclinazioni personali pro o contro una data conclusione sono un serio ostacolo al pensiero critico.

Riuscire ad individuare un pregiudizio permette ad una persona di stabilire se un'affermazione viene presentata in modo obiettivo. Un indizio sulla reale obiettività di un'affermazione risiede nel linguaggio scelto dal soggetto: molte parole presentano connotazioni positive o negative che rispecchiano emozione anziché obiettività. Un altro indizio lo si può cercare sulle tecniche visive di come un argomento viene rappresentato (un'immagine “forte” resta impressa meglio nella mente).

Esempi:

Autore A: nonostante l'isterismo di qualche pseudoscienziato, non vi è ragione di credere al riscaldamento globale.

L'autore in questo caso mira a convincere utilizzando un linguaggio che mette in ridicolo la posizione di chi considera il riscaldamento globale una minaccia reale. Potrebbe mai venire preso sul serio uno pseudoscienziato tanto più se dimostra isterismo? Questo lessico dalla forte carica emotiva mina la credibilità della posizione contraria, giacchè implica che solo gli sciocchi credono all'idea del riscaldamento globale.

Autore B: Con il crollo del marxismo, l'ambientalismo è divenuto il nuovo rifugio del pensiero socialista. L'ambiente rappresenta un'ottima via per sostenere un'azione politica che favorisce l'accentramento dei poteri e l'invadenza del governo. Quale modo migliore per limitare il diritto alla proprietà di qualcuno che subordinarne il diritto alla proprietà privata ai problemi ambientali?

Questo autore tenta di sminuire i problemi ambientali non con i fatti, ma collegandoli ad un'ideologia politica. Marxismo e socialismo sono espressioni altamente negative per il pubblico a cui è rivolto l'articolo. L'autore mira ad influenzare l'opinione dei lettori sottintendendo che la preoccupazione per l'ambiente equivale ad accettare una fede politica odiosa.


Ma se i pregiudizi personali sono facili da scrivere su un giornale o una rivista, è ancora più facile associare immagini “forti”, che nulla hanno a che fare con la realtà, in modo da orientare e in qualche caso spaventare il destinatario.

Guardate queste immagini in basso come rappresentano un organismo vegetale modificato geneticamente. Sono immagini senz'altro forti, che colpiscono immediatamente chi le guarda, sviandolo dal ragionamento critico. Giocando sull'emotività delle immagini si riesce a trasmettere il concetto ideologico che l'autore vuole dare, ma non quello scientifico, oggettivo.

Tutti hanno pregiudizi. Sono parte della nostra struttura concettuale, che, a sua volta è radicata nel nostro tessuto di conoscenze, esperienze passate, interessi acquisiti. Sta a noi valutare se un argomento è trattato in modo critico oppure no.

(Per scrivere questo post, ho preso spunto dal libro "fondamenti di ecologia" degli autori Cunningham W.P., Cunningham M.A., Saigo B.V., pag 350.)





mercoledì 23 marzo 2011

A proposito di energia nucleare

Quando avviene un incidente presso una centrale nucleare è certamente una catastrofe: specialmente nel raggio di circa 60-70 km prossimo all'incidente la devastazione è pressoché totale e non rimediabile. Abbiamo un esempio concreto guardando quello che è successo a Cernobyl, dove il rischio per la salute rimane ancora elevato dopo la bellezza di ben 25 anni!

Anche il Giappone in questi giorni ci dimostra come una tecnologia tanto utile come può essere la fissione nucleare possa portare a gravi problemi quando condizioni estreme si abbattono sulla centrale.

Tuttavia, anche se può apparire strano parlarne in un momento come questo, le centrali nucleari sono sinonimo di sicurezza ed efficienza uniti insieme. E' un esempio che ricalca un po' quello dell'aereo: è il mezzo più sicuro ed efficiente per gli spostamenti, anche se quando c'è un incidente, questo potrebbe portare a drammatiche conseguenze, probabilmente più gravi degli altri mezzi di trasporto.

L'Europa, che si interroga sul il nucleare, vive del 33% della produzione elettrica da centrali nucleari, le quali hanno sorpassato il carbone (30%). Segue la produzione di gas al 20%, idroelettrico 11%, fonti rinnovabili solo al 2%! Mi sembra chiaro che in questo momento non si possa fare a meno dell'energia nucleare in Europa, a meno che non vogliamo fare razionamenti di elettricità nelle nostre case, nelle fabbriche e così via.

Ci tengo a ribadire, inoltre, che è certamente vero che le centrali nucleari hanno come prodotti di scarto le scorie nucleari, ma il carbone ha come scarto i ben più pericolosi gas ad effetto serra, che nel nostro pianeta, per colpa dell'uomo, hanno superato già da anni il livello di guardia, con tutte le implicazioni che essi comportano.

Pur con tutta la buona volontà che si può attribuire alle fonti rinnovabili queste non possono sostenere i nostri consumi attuali. Con questo non voglio affossare l'energia “pulita”, anzi, mi sembra chiaro che questa vada in tutti i modi incentivata, in modo che quel misero 2% odierno arrivi almeno al 15-20% tra non troppi anni! (il contrario, insomma, di quello che sta facendo il nostro governo).

Da citare come esempio è la Germania, che avendo le centrali nucleari sta investendo massicciamente, già da anni, sulle fonti rinnovabili, in modo da arrivare a chiudere gradualmente il nucleare rimasto sul suo territorio, rimanendo in grado di dare energia (oggi come domani) a tutti i suoi abitanti.

A mio parere dovrebbe intervenire in modo più deciso l'Europa, come Unione Europea, su temi estremamente importanti come l'energia. Innanzi tutto per discutere a livello europeo sul destino delle centrali nucleari, sulla loro messa in sicurezza, sul loro abbandono. Perchè se non è un tema di portata comunitaria questo non vedo quale altro lo sia, dato che se c'è un incidente ne risente bene o male tutta l'Europa e dato che l'energia prodotta in un Paese della comunità è spesso venduta a chi ne ha bisogno.

Bisognerebbe applicare in modo più concreto il concetto che non basta soddisfare il fabbisogno energetico del proprio territorio, ma bisogna soddisfare anche requisiti di rispetto dell'ambiente e della popolazione: quindi puntare al soddisfacimento del bisogno di energia utilizzando il più basso impatto ambientale possibile.

Il nucleare dovrebbe venire visto quindi come una fonte di produzione d'energia di transizione dal carbone alle rinnovabili. A tempo determinato. Chi non si adegua a certi parametri (emissioni di CO2, produzione di scorie radioattive, ecc.) entro un certo periodo, dovrebbe essere costretto a chiudere i propri impianti (nucleari e non) e quindi non avere più a disposizione l'energia necessaria a sostenere il proprio Paese, o dovrebbe comperarla a caro prezzo da qualcuno che rispetti tutti i parametri prefissati., sempre che questi, nel frattempo, abbiano un surplus di energia da vendere!

sabato 17 luglio 2010

Primavera 2010: nella norma (finalmente) nonostante l'impressione di molti



Il 2010 ci ha regalato una primavera (che in meteorologia comprende i mesi di marzo, aprile, maggio) vecchio stile: temperature nella norma al centro-nord Italia, di poco superiori alle medie al sud e sulle isole. Le precipitazioni sono risultate superiori alla norma in buona parte d'Italia, e anche nella nostra zona ha piovuto oltre la media. Fatto tuttavia da ritenersi positivo per l'agricoltura e non solo, visto che il caldo intenso nel mese di luglio (in corso) avrebbe portato problemi di siccità se non ci fossero state abbondanti precipitazioni nei mesi precedenti.
Si conferma come avevo già scritto in precedenza, per l'Italia, quindi, l'impressione errata di molte persone, alimentata dai mass-media, di una primavera fredda, sottomedia, simile ad un prolungamento dell'inverno.




Anche l'Europa ha vissuto una primavera tutto sommato termicamente nella norma (a parte una porzione dell'Europa orientale), ma non per quanto riguarda le precipitazioni. Queste infatti sono risultate superiori alla media nei balcani, con conseguenti problemi di allagamenti, specie in Polonia, mentre, al contrario, meno pioggia delle aspettative si sono registrate nell'Europa nord-occidentale e in quella settentrionale (siccità in parte della Finlandia e della Svezia).





Fonte dati: NOAA

lunedì 5 luglio 2010

Temperatura, Umidità Relativa, Dew Point, Heat index


Ogni estate i mass media ci propongono sempre gli stessi servizi di record di caldo, umidità alle stelle e via dicendo. Ma sarà proprio vero? In fondo in estate il caldo è sempre esistito, è possibile che fino a vent'anni fa le temperature erano a 30°C e ora sono sempre prossime ai 40°C?
Un po' di chiarezza su questi concetti, che in fondo non mi sembrano difficili da capire neanche per un giornalista, o chiunque altro non abbia mai approfondito questi temi, non sarebbe male.
Vado con ordine:
1) come si misura la temperatura? Tutti sanno che la temperatura misurata al sole è maggiore di quella misurata all'ombra, ma forse non tutti sanno che anche le temperature misuarte all'ombra non sono tutte uguali. La temperatura di un'ombra di un albero probabilmente risulterà maggiore di quella di un edificio. La temperatura misurata all'ombra ma circondata dall'asfalto nei giorni assolati non sarà uguale a quella misurata all'ombra con un suolo di erba e via dicendo... Per ottenere valori confrontabili di temperatura si usano dunque metodi standard e solo a quelle condizioni il valore di temperatura può essere considerato corretto!
Quali sono questi metodi? una volta veniva misurata la temperatura dell'aria all'interno di una capannina in legno dipinta di bianco, costruita con criteri standard e posta in un luogo aperto, al sole, lontana dal cemento e da altre fonti di calore, posta ad una certa altezza (circa un metro e mezzo) dal terreno. Adesso si utilizzano i cosiddetti schermi solari (vedere figura in alto), che, opportunamente posizionati, rilevano al loro interno temperature dell'aria equivalenti a quelle delle vecchie capannine.
Quindi tutti gli altri rilevamenti di temperatura (termometri non "protetti" da schermi solari, temperature misurate dai termometri di farmacie o quant'altro) non sono corretti. O meglio, misurano una temperatura non conforme ai parametri standard.
2) Se per la temperatura dell'aria non si hanno conoscenze specifiche, per l'umidità relativa è ancora peggio. Quante volte ho visto e sentito riportare valori di umidità relativa (ur) del 90% associate a temperature di 35°C! Credo che i giornalisti ci marcino anche su questo fatto: nel senso che prendono il valore massimo di ur della giornata associandolo al valore massimo di temperatura. Già da qui si capisce che il dato finale viene manipolato. Ma sarebbe interessante capire quanti, tra gli addetti all'informazione, pensano che ci sia più umidità con una temperatura di 35°C e 50% di ur, oppure con 15°C e 90% ur. Penso che tutti o quasi direbbero che è più umida la seconda località, perchè la percentuale di umidità è più alta. Falso! Perchè l'umidità relativa ci indica solo il rapporto tra la quantità di vapore acqueo contenuto in una massa d'aria e la quantità massima di vapore acqueo che la stessa massa d'aria riesce a contenere nelle stesse condizioni di temperatura e pressione. Per sua natura l'aria con una temperatura alta riesce a contenere maggiore umidità rispetto all'aria fredda, non per niente la nebbia è più facile vederla in inverno con temperature basse, poichè essa si forma quando l'aria diviene facilmente satura a quella bassa temperatura e un'ulteriore "aggiunta" di umidità fa condensare e divenire nebbia. Di conseguenza se mantengo la stessa quantità di umidità e abbasso la temperatura, nell'igrometro osserverò un aumento dell'ur, anche se in verità non sta aumentando l'umidità, ma solamente scendendo la temperatura.
3) E da quello appena detto si arriva al concetto di dew point, o punto di rugiada in italiano. Se continuo a far scendere la temperatura, mantenendo costante pressione e umidità il mio igrometro prima o poi arriverà a segnare un ur del 100%. La temperatura raggiunta affinchè l'ur sia del 100%, ovvero la termperatura dalla quale comincia il punto di condensazione, viene chiamato appunto dew point. Per ogni temperatura e ur relativa posso calcolare il dew point, valore trascurato spesso dai mass media, ma capace invece di darci informazioni importanti anche per quanto riguarda il caldo. Infatti con temperature sopra i 27°C e dew point (dp) sopra i 15°C si parla di caldo umido = afoso; con temperature superiori a 27°C e dp inferiori a 15°C si parla di caldo secco = torrido. Se ci troviamo in condizioni di caldo torrido la ventilazione diventa di scarso aiuto: in questo caso è più utile bagnare la pelle; infatti in queste condizioni l'organismo si difende con il meccanismo dell'evaporazione, ovvero la trasformazione da liquido a vapore richiederà una certa quantità di energia, in questo caso di calore che viene sottratto all'epidermide, dando una sensazione di sollievo.
4) Infine c'è l'heat index, o il tanto decantato indice di calore dai mass media. Questo indice non fa altro che esprimere con un unico valore di temperatura la combinazione di caldo e di umidità avvertite dall'organismo. Ma va precisato che questo indice è concepito in condizioni "normali" (vale a dire per persone che indossano comuni abiti estivi di città e si trovano al riparo dal vento e dal sole) e soprattutto che l'indice di calore ci descrive una sensazione, non ci da misure oggettive di grandezza! La relatività della sensazione è provata per esempio dal fatto che gli anziani reagiscono al caldo in maniera diversa dai giovani, anche se sono più vulnerabili al forte caldo a causa del loro più fragile stato di salute. E le donne, per fare un secondo esempio, sopportano di regola mezzo grado in più degli uomini, oltre esseci, come normale che sia, variabilità nella sensazione di caldo tra popolazioni differenti (esempio eschimesi, popoli africani) e anche tra individuo e individuo di una stessa popolazione. Insomma, l'indice di calore ci da un'idea del calore percepito, ma come tale rimane, non essendo una misura oggettiva come le precedenti. Di fatto però, l'indice di calore ha soppiantato la temperatura effettiva registrata, l'ur e il dp. Il Perchè? lo lascio immaginare a voi...